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Il Giappone in cucina: la ricetta dell’okonomiyaki

Oggi ritorniamo a parlare di cucina giapponese con una ricetta molto facile da realizzare, ma anche molto sfiziosa. Conoscete gli okonomiyaki お好み焼き? Letteralmente significa cuocere ciò che preferisci (okonomi) alla piastra (yaki). Molti di noi avranno imparato a conoscere questo piatto guardando gli anime in TV, chi non ricorda Kiss me Licia (愛してナイトAi shite Naito), il padre della protagonista gestiva una okonomiyaki-ya, cioè un ristorante specializzato in okonomiyaki. Per non parlare di una delle protagoniste di Ranma 1/2 (probabilmente l’anime che più di tutti mi ha fatto venir voglia di imparare il giapponese), Ukyo, che girava sempre armata di una mega paletta, esperta nella preparazione di questo piatto.
Probabilmente l’okonomiyaki è uno dei piatti che più amo, è stato il primo piatto che ho voluto provare in Giappone, dopo averlo visto per anni in televisione nei cartoni, e il particolare sapore e odore della sua salsa è in grado di farmi sentire subito come se stessi in Giappone.

L’okonomiyaki solitamente viene cucinato nei ristoranti specializzati sull’apposita piastra chiamata teppan, ovviamente difficilmente qualcuno a casa potrà avere questa piastra, ma la buona notizia è che si può realizzare un ottimo okonomiyaki casalingo utilizzando una semplice padella antiaderente.

Dicevamo, okonomiyaki significa mettere quello che vuoi sulla piastra, e partendo dalla ricetta base, che prevede un impasto di uova, farina, foglie di cavolo e acqua, ci si può davvero sbizzarrire con gli altri ingredienti. Comunque, le due varianti più comuni prevedono carne, ovvero la pancetta, o pesce (gamberetti), a volte anche entrambi (sperimentato da me a Tokyo, da Sometaro, Asakusa).
Come forse saprete, la paternità del piatto viene contesa dalle città di Hiroshima e Osaka, che prevedono due metodi diversi di realizzazione del piatto. L’okonomiyaki Hiroshima Fu (“alla Hiroshima”) è un tipo di preparazione più complesso, che prevede all’impasto base anche l’aggiunta degli yakisoba, per un piatto sicuramente molto sostanzioso (e delizioso!). Invece, la variante Kansai Fu, che fa riferimento alla città di Osaka, è  la preparazione più comune ed un po’ più semplice perché richiede di mischiare prima quasi tutti gli ingredienti e poi versarli sulla piastra. Ed è proprio questa la versione che oggi vi propongo! 🙂

Ingredienti per 1 persona.

Impasto base:

2 cucchiai di farina 00
1 uovo
Mezzo bicchiere d’acqua (anche un po’ meno)
Dashi in polvere (dado giapponese da brodo, in alternativa anche del semplice brodo di pesce)
4 foglie di verza

A piacere:

1 cipollotto o porro
1 carota
due fette di pancetta tagliate molto sottili
gamberetti sgusciati

Per guarnire:

Aonori (alga nori triturata, potete usare un foglio di alga e sbriciolarlo)
Katsuobushi (fiocchi di tonnetto striato essiccato e affumicato, a Roma lo trovate al Korean Market in via Cavour)
Salsa per Okonomiyaki (Otafuku) e maionese (se la trovate potete usare quella giapponese, Kewpie, ma in alternativa va benissimo la nostra)

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Nella mia ricetta ho utilizzato foglie di verza, 1 carota, gamberetti sgusciati (non avevo la pancetta) e germogli di soia, per la guarnizione ho usato semplicemente dell’erba cipollina.

Procedimento:

Ho tagliato il cavolo e e la carota (potete aggiungere cipolla, porro o quello che preferite) a strisce sottili e li ho messi in una ciotola, insieme agli altri ingredienti (gamberetti, germogli di soia).

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A questo punto, va aggiunto l’uovo, 2 cucchiai di farina e 2 cucchiaini di dado granulare e infine l’acqua per amalgamare l’impasto. Mescolate bene il tutto.

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Fate riposare l’impasto per una decina di minuti scarsi, poi aggiungete olio di semi, oppure il burro o lo strutto in padella e versatevi l’impasto, cercando di dargli una forma rotonda, non deve essere troppo largo né troppo sottile. Fate cuocere per circa 5 minuti a fiamma non troppo alta, finché non ha preso colore (per aiutarvi a verificare la cottura, sollevate l’impasto con la paletta). A questo punto, con un po’ di manualità, usando due palette, girate l’impasto e fate cuocere per altri 4-5 minuti, io a questo punto ho messo il coperchio per far cuocere meglio tutto.

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Quando diventa dorato, giratelo di nuovo e lasciatelo ancora 1 minuto. A questo punto, io comincio a condirlo con la salsa okonomiyaki, che distribuisco su tutta la superficie aiutandomi con un pennello.

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Mettete l’okonomiyaki nel piatto e guarnitela a piacere con maionese, alga, katsuobushi, erba cipollina o quello che preferite.

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(Se preparate l’okonomiyaki con la pancetta, mettetela in padella a soffriggere prima di aggiungere l’impasto, poi seguite la ricetta come vi ho spiegato)

La vostra okonomiyaki è pronta, potete servirla accompagnata da edamame e da una buona birra Asahi.

A questo punto non mi resta che augurarvi buon appetito! 🙂

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6 Commenti

  • Reply
    ciccola
    maggio 25, 2014 at 18:14

    Bellissimo (anche se è una bomba!). Lo devo proporre al mio chef di casa, non so se hai visto sul mio instagram il ramen spettacolare che mi ha preparato!

    • Reply
      Daniela
      maggio 26, 2014 at 14:58

      Sì l’ho visto il ramen spettacolare! 🙂 Aveva un aspetto veramente invitante, fai i complimenti allo chef! Ora che arriva il caldo non mi va molto, ma questo autunno-inverno mi cimento anche io nella preparazione! 🙂

      Questa ricetta dell’okonomiyaki è veramente facile facile da realizzare, e in 10 minuti hai un pasto bello sostanzioso (calorico, ma buono ^_^)

  • Reply
    5 street food giapponesi da provare | Tradurre il Giappone
    giugno 18, 2014 at 16:01

    […] piuttosto famoso, di cui vi ho anche proposto una ricettina facile facile (ricordate? La trovate proprio qui!). L’okonomiyaki è conosciuta anche come la “pizza di Osaka”, questo non tanto […]

  • Reply
    Cronaca di un anno di blog | Tradurre il Giappone
    dicembre 30, 2014 at 11:51

    […] Il 2013 per questo piccolo e umile blog è stato un anno di cambiamento (nuovo sito, nuovo nome, nuova grafica) e soprattutto un anno di riscoperta, della voglia di tornare a scrivere e a parlare di Giappone, forse perché è proprio quando le passioni si trasformano in lavoro e routine, che scatta la voglia di riscoprire quel senso di scoperta e stupore che inesorabilmente si perde. La parola chiave del 2013 potremmo dire è stata “viaggio”, con circa il 50% degli articoli del 2013 dedicati al mio viaggio in Giappone, se vogliamo viaggio di riscoperta e rinascita. Il 2014, invece, è stato un anno ricco. Ricco di articoli (ho raggiunto il mio record di articoli pubblicati, che per blog molto più blasonati del mio si tratta di cifre che possono far ridere), ricco di condivisioni (Tradurre il Giappone è diventato sempre più social, con 961 fan sulla mia pagina Facebook, 871 su Twitter e 156 su Instagram, i social network che uso di più) e di commenti. Mentre la parola chiave del 2014 potremmo dire è stata “foodie”. Quest’anno infatti mi sono sbizzarrita in numerose ricette giapponesi che sono state apprezzate da tutti voi, visto il gran numero di commenti, visite e condivisioni. E non per niente, il post più visualizzato quest’anno è dedicato a una delle ricette giapponesi più amate, cioè quella del riso al curry, mentre il post più condiviso è quello dedicato alla ricetta dell’okonomiyaki. […]

  • Reply
    Maurizio
    agosto 24, 2015 at 18:13

    La salsa per Okonomiyaki non si chiama Otafuku come c’è scritto nella ricetta. Otafuku è il nome della compania che le produce 🙂

    • Reply
      Daniela
      agosto 25, 2015 at 15:46

      Ciao Maurizio, ti ringrazio per la precisazione, anche se nella ricetta mi sono limitata a dare un’indicazione del nome della marca che è relativamente più semplice da trovare in Italia, ma forse non mi sono espressa molto chiaramente. 🙂

    Lascia qui un commento :)

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