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Le tradizioni per accogliere i neonati in Giappone

Mancavo da tanto su questa pagina e me ne dispiaccio, il nuovo anno è già iniziato, sono finite le celebrazioni del setsubun, che segnano la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, e anche il capodanno cinese è stato celebrato, facendoci ufficialmente entrare nell’anno del cane. Ne è passato di tempo, vero? E mentre a fatica cerco di superare questo lunghissimo inverno che tutto sembra mettere in stand by, ho deciso di tornare a parlarvi di tradizioni e usanze giapponesi.

Come sapete questo ultimo periodo della mia vita è caratterizzato dalla presenza di una piccola appendice che ormai da 7 mesi, giusti giusti oggi, tiranneggia su questa casa, risucchiando il grosso della mia attenzione e del mio tempo.

Questi mesi mi hanno portato a riflettere a lungo sulla maternità, sul modo in cui viene vissuta e anche percepita, e anche su come questa differisca enormemente in base al paese in cui si vive. Già dalla gravidanza mi ero resa conto di quanto questa fosse vissuta in modo completamente diverso tra Italia e Giappone (i miei due paesi di riferimento), ed è interessante vedere come anche le tradizioni per accogliere i nuovi nati differiscano, e quali siano i loro significati più profondi nelle diverse culture.

La nascita di un bambino è probabilmente uno degli eventi più grandi a cui abbiamo la fortuna di prendere parte (e noi donne di vivere in prima persona): la vita di un neonato è fatta di grandi conquiste e scoperte quotidiane, e poter assistere a questo piccolo miracolo giorno dopo giorno è qualcosa a mio parere di indescrivibile e unico, è un vero e proprio viaggio, il più lungo, stimolante e difficile mai affrontato nella nostra vita, fatto di tante piccole tappe, ognuna delle quali merita di essere celebrata (giusto in questo periodo mi sto dedicando allo svezzamento, un aspetto della crescita davvero interessante, e vissuto in modo così diverso nelle varie parti del mondo!)

E quindi, se c’è un solo modo di nascere (più o meno) uguale per tutti, sono invece numerosissime le celebrazioni che accompagnano la nascita e la crescita di un bambino, e parlando del Giappone sono davvero tanti i riti di passaggio dedicati ai più piccoli.

Vediamo quindi quali sono le prime tappe che un neonato giapponese si trova ad affrontare con la sua famiglia 🙂

Oshichiya Meimeishiki お七夜命名式

L’Oschichiya è una cerimonia Buddhista per la longevità che si celebra la settima notte dalla nascita del bambino, e con questa cerimonia si dà anche un nome al neonato. (oshichiya= settima notte; meimeishiki= cerimonia del nome).

La credenza popolare voleva che la cerimonia si celebrasse la settima notte in quanto fino alla sesta il neonato era considerato ancora in pericolo di vita, e pertanto si pensava vivesse sotto la protezione degli dei. Con la cerimonia del nome entra a far parte del mondo “umano”. Secondo la tradizione, il nome viene scritto dal padre in calligrafia giapponese nel meimeisho (命名書), il certificato del nome, su cui spesso sono raffigurate le gru, simbolo di longevità.

Il meimeisho viene quindi esposto in casa alla presenza dei parenti e amici più stretti che porteranno il loro dono, solitamente soldi nello Shugibukuro (祝儀袋), delle speciali buste utilizzate per regalare denaro in occasioni speciali. A questo punto viene servita la cena celebrativa, con cui si prega per la salute del neonato, a base di sekihan (riso bollito con fagioli rossi) e tai (orata alla griglia), due piatti considerati di buon auspicio.

Omiyamairi お宮参り

La seconda usanza nella vita del neonato è costituita dall’Omiyamairi, vale a dire la prima visita di benedizione al santuario Shinto del neonato.

Possiamo considerarlo come il nostro battesimo: tradizionalmente, un mese dopo la nascita genitori e nonni si recano al santuario col neonato per ringraziare per la nascita avvenuta, e pregare per la crescita in salute del piccolo. Durante la cerimonia, il sacerdote, seguendo il rito Shinto, recita una preghiera e agita il tamagushi (ramoscello sacro) a destra e sinistra, al fine di benedire il piccolo e la sua famiglia. Alla fine della cerimonia, ai presenti viene offerta una tazza di sake benaugurante.

In passato, l’omiyamairi era stabilito in base al sesso: i neonati maschi, infatti, venivano portati al santuario al 31° giorno di vita, le femmine, invece, al 32°. Secondo la tradizione, la madre e la nonna indossano un kimono formale, mentre il neonato è abbigliato con un kimono colorato.

 

Okuizome お食い初め

L’Okuizome è una tradizione risalente all’VIII secolo, che si celebra intorno al 100° giorno di vita del bambino, e che indica un momento molto importante nella vita del neonato: il primo pasto diverso dal latte.

In realtà, l’atto del mangiare è solo simbolico: il cibo infatti viene semplicemente avvicinato alle sue labbra nel gesto di imboccarlo con le bacchette. Questa cerimonia costituisce un rito di passaggio per augurare salute e abbondanza al bambino. La cerimonia si celebra in casa, con il piccolo vestito a festa in un piccolo kimono, e un grande banchetto preparato dai familiari. Per il bambini viene allestito un piccolo tavolo, con un set di stoviglie apposta per l’occasione.

Il pasto prevede cibi che hanno un gran valore simbolico e ben augurante, come il riso, il pesce e delle verdure. Il piatto principale è il tai, ovvero l’orata grigliata, simbolo di prosperità, che viene servita con testa e coda intatte. Al pesce fanno da contorno l’umeboshi (prugna secca), sekihan (riso con fagioli azuki, comunemente consumato durante le cerimonie), sumashijiro (zuppa trasparente), nimono (verdure stufate) e una selezione di sottaceti e di dolci.  Inoltre, in un piattino viene “servito” un sasso arrotondato, ishi, spesso prelevato da un santuario shinto, il cui significato è di augurare al bambino denti forti e sani.

Parlando invece di svezzamento, un argomento che al momento mi interessa moltissimo, sapete qual è il primo cibo in Giappone?

Di solito si tende a iniziare a 5 mesi con la prima pappa, che è l’okayu, un porridge di riso, preparato cuocendo il riso a lungo nell’acqua. Man mano si introducono anche verdure lessate e ridotte a purea (similmente a quanto accade qui), pesce sminuzzato o tofu schiacciato. E da bere un brodo leggero di alghe o il mugicha, a base di orzo tostato.

Alla prossima 🙂

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4 Commenti

  • Reply
    sidilbradipo1
    febbraio 20, 2018 at 17:54

    Interessantisime tradizioni 😀
    Buon Compli-7°-Mese <3
    Bacio
    Sid

    • Reply
      Daniela
      febbraio 23, 2018 at 12:37

      Grazie mille Sid 😀

  • Reply
    Serena
    febbraio 20, 2018 at 18:39

    Questo post è una bomba! Davvero interessante per me che sono mamma e avida lettrice di usanze e culture altrui.
    Buon complimese alla piccola e tanta solidarietà per lo svezzamento!

    • Reply
      Daniela
      febbraio 23, 2018 at 12:38

      Grazie Serena e benvenuta da queste parti! 🙂 Era da tanto che volevo scrivere un post dedicato ai neonati giapponesi, trovo che le diverse tradizioni legate alla nascita siano davvero un aspetto molto interessante, sono felice che tu abbia apprezzato! 🙂
      Grazie mille, qui lo svezzamento procede per ora abbastanza bene, vedremo come va andando avanti! Un abbraccio!

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