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Kyoto in 2 ore

La prima volta a Kyoto non si scorda mai, o almeno dovrebbe essere così. Ma devo ammettere che il nostro primo incontro, avvenuto anni fa, non fu forse dei più memorabili, anzi. Il primo impatto, appena fuori dalla stazione, fu alquanto deludente. Nella mia mente da studentessa di giapponese, Kyoto rappresentava l’essenza del Giappone, il suo nucleo più autentico e tradizionale, il Giappone che sognavo. Non mi aspettavo molto da Tokyo (che invece mi ha conquistato in un nanosecondo), ma su Kyoto le mie aspettative erano senz’altro al massimo. E so quanto questo abbia penalizzato il nostro primo incontro: l’immagine da cartolina, di un Giappone che non esiste più si era fatta sfocata, lasciando spazio a una sfilza di brutti edifici.

Ripensando oggi capisco perfettamente l’errore nel mio approccio iniziale, e Kyoto alla fine non ci ha messo poi molto a conquistarmi, mi è bastato ammirarne la bellezza e la sacralità dei templi, perdermi per Higashiyama, percorrere la fila infinita di torii al Fushimi Inari, lasciarmi conquistare dalle sue aree naturali. Kyoto per me è stata una scoperta giorno dopo giorno, una conoscenza che doveva essere sviscerata in maniera più profonda. Per me Kyoto non è mai stata una bellezza sfacciata, ma un qualcosa di sfuggente, che richiedeva il giusto tempo per essere pienamente capita.

Ma questo vale per me e per come funziono io, che sono naturalmente più attratta dalle metropoli. Vengo da Roma, e anche se molti aspetti di questa città (specie negli ultimi tempi) sono brutti, sporchi e lasciati all’incuria (praticamente quanto di più diverso esista in Giappone), sono anche abituata alla bellezza sfacciata, esibita e pronta all’uso. Non c’è neanche bisogno di cercarla, messa così a disposizione di tutti. Ciò rende difficile per me stupirmi davanti ad altri tipi di bellezza.

E Tokyo per me è stato una sberla in pieno volto. Mentre Kyoto, come tutte le signore d’altri tempi, mi ha dovuta conquistare sfoderando la sua eleganza, il suo charme.

Kyoto, giorno 8

Questa volta Kyoto non era prevista nel viaggio. Non certo perché non avessimo voglia di rivederla, quanto per una banale mancanza di tempo a disposizione. Non amo fare le corse, e preferisco prendermi il giusto tempo per godermi ogni parte del viaggio. Però Kyoto ci mancava troppo, così dopo la nostra mattinata di trekking intensivo sotto la pioggia lungo la Nakasendo, ci rendiamo conto che è appena ora di pranzo e abbiamo ancora tutta la giornata davanti a noi. Il Limited Express Shinano ci porterà verso Nagoya, e davanti a noi abbiamo due opzioni: fare ritorno a Tokyo, oppure procedere in direzione opposta, verso Kyoto. Decisione presa in 2 secondi netti: si va a Kyoto, è il nostro ultimo giorno del JR Pass, tanto vale sfruttarlo fino all’ultimo e passare a salutare l’antica capitale giapponese.

In treno ci nutriamo di senbei acquistati a Magome e di onigiri (che voglia che ne avrei in questo momento!), e in un’ora circa siamo di nuovo a Kyoto. Che bellezza, non mi ero resa conto di quanto mi mancasse, finché non ci ho rimesso piede. Per muoverci più liberamente, decidiamo di lasciare gli zaini nei coin locker della stazione e, per fare prima, ci dirigiamo verso il capolinea degli autobus. Non ho dubbi su dove voglio andare. Non abbiamo moltissimo tempo a disposizione, visto che vorremmo rientrare a Tokyo per l’ora di cena. Prenderemo il treno delle 18, abbiamo circa due ore e mezza per goderci la città.

Il nostro itinerario a Kyoto in 2 ore

Decidiamo di dirigerci verso Higashiyama e Gion, e per raggiungerle prendiamo l’autobus n. 100. Kyoto, come sempre, pullula di turisti, l’autobus è pieno e mi chiedo ogni volta quanta pazienza devono avere gli abitanti della città ad essere sommersi di così tanta gente (io, lo ammetto, non ne ho molta). Non impieghiamo molto a raggiungere la zona che ci interessa, scendiamo alla fermata Kiyomizu-michi e ci dirigiamo subito verso Higashiyama: ad accoglierci troviamo la pagoda Yasaka.

La pagoda, tutto ciò che rimane dell’antico tempio Hokanji, è un po’ il simbolo del quartiere: rivederla mi commuove sempre un po’. La zona è sicuramente delle più turistiche, ormai forse ha ben poco di autentico, però camminare per queste stradine tra edifici in legno, botteghe e negozi di dolciumi mi fa subito sentire “a casa”. Non avremo molto tempo per visitare i templi della zona, quindi ci limitiamo a una piacevole passeggiata tra la Sannenzaka e la Ninenzaka, le due stradine che si inerpicano su per la collina che conduce al Kiyomizu-dera, uno dei must see di Kyoto, nonché uno dei templi più famosi del Giappone.

La giornata è semplicemente perfetta: c’è il sole, il cielo è limpido e non fa per niente caldo, si passeggia davvero con piacere.

Ho già detto che amo molto questa zona, vero?

Ne approfittiamo per dedicarci a un po’ di shopping, tra i vari negozi e botteghe di souvenir e articoli tradizionali, ci imbattiamo anche in un bellissimo negozio dello Studio Ghibli, davvero impossibile resistere!

Proseguiamo la nostra passeggiata lungo le strade di Higashiyama, e ci spingiamo fino allo Yasaka Jinja, uno dei santuari più famosi e importanti di Kyoto, che ospita ogni anno il Gion Matsuri, una dei 3 grandi festival di Kyoto che si celebra proprio nel mese di luglio allo scopo di calmare gli spiriti dei defunti. Il culmine del festival si raggiunge il 17 luglio, con la sfilata dei carri (Yamaboko Junkō) e l’uscita dei palanchini divini (Mikoshi Togyo).

Da qui, decidiamo di spingerci fino a Gion, il più famoso distretto di geisha a Kyoto, e ci fermiamo nell’area Hanami-Koji, che si snoda tra la Shijo Doori e il tempio Kenninji.

Have you lost your way? #Kyoto #lostinJapan #japangram #igersjapan #IloveJapan #Gion #Giappone #Nihon #ig_japan

Un post condiviso da Daniela (@tradgiappone) in data:

Passeggiando per Gion, tra le antiche ochaya e gli esclusivi ristoranti che servono la tradizionale ed elegante kaiseki ryori.

Vorrei spingermi fino alla zona di Shirakawa, ma ormai il tempo inizia a stringere (e comincia a farsi sentire anche un po’ di fame). Attraversiamo il fiume Kamo e salutiamo Pontocho, l’altro quartiere delle geisha, e dopo una breve tappa per mangiare qualcosa, andiamo a prendere l’autobus che ci riporterà in stazione.

Il nostro giro toccata e fuga a Kyoto è già finito. In tutto abbiamo percorso circa 6 km prendendoci tutto il tempo necessario per assaporare l’atmosfera della città e dei suoi quartieri tradizionali (e per dedicarci a un po’ di sano shopping). In un paio d’ore è difficile riuscire a vedere molto di più, considerando anche i tempi tecnici per gli spostamenti. Sicuramente, avendo a disposizione più tempo, meritano una visita diversi dei templi e santuari della zona di Higashiyama (Kiyomizu-dera, Kodaiji, Yasaka Jinja e il bellissimo parco Maruyama da ammirare durante la fioritura dei ciliegi).

Informazioni utili

Come arrivare a Higashiyama e Gion: dalla stazione di Kyoto prendete l’autobus numero 100 o il 206 in direzione Kiyomizudera (230 Yen, circa 10-15 minuti), potete scendere alla fermata Gojozaka, Kiyomizu-michi o Gion.

Cosa vedere: Kiyomizu-dera, aperto tutti i giorni dalle 6,00 alle 18,00 (ingresso 400 Yen); Kodaiji, aperto tutti i giorni dalle 9,00 alle 17,30 (600 Yen); Yasaka Jinja, sempre aperto (ingresso gratuito); Parco Maruyama, sempre aperto (ingresso gratuito).

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2 Commenti

  • Reply
    sidilbradipo1
    luglio 17, 2017 at 20:31

    Kyoto è affascinante! Totoro shop: il NekoBus gigante… <3
    Bacio
    Sid

    • Reply
      Daniela
      agosto 14, 2017 at 17:41

      Già, Kyoto è un luogo magico! Un abbraccio e a presto! 🙂

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