6 In Cultura e lifestyle/ Giappone in Italia

Una primavera-estate che sa di Giappone

E niente, poi ci sono quei periodi in cui la nostalgia per il Giappone si acuisce, e tutto quello che desideri è semplicemente prendere a partire, e tornare laggiù, in quella che ormai consideri una seconda casa, o quasi. Ancora non è tempo, ma per fortuna, cosa rara da queste parti, si può lenire questa nostalgia con i numerosi eventi che in questo periodo si stanno succedendo in Italia e a Roma (mia casa effettiva, una casa a cui ovviamente non posso che volere un gran bene), in occasione del 150° anniversario delle relazioni tra Italia e Giappone. Ed è bello assistere e fare parte di questa volontà di consolidare e ampliare l’amicizia tra questi due paesi, all’apparenza tanto distanti e diversi, eppure molto simili su alcuni aspetti.

In questi giorni, non potendo muovermi da Roma, ho approfittato delle occasioni che si sono presentate in città, come l’illuminazione speciale del Colosseo l’11, il 12 e il 13 maggio e il concerto di Sakura Komachi che si è svolto martedì 24 maggio, presso l’Arciconfraternita dei Bergamaschi. Due eventi diversi, ma sicuramente molto interessanti (soprattutto il concerto, decisamente più legato alla tradizione, l’illuminazione del Colosseo è stata di un certo impatto visivo, e l’ho apprezzata per questo voler unire idealmente Italia e Giappone).

Messaggi di luce al Colosseo

– Amore per l’Umanità, Amore per la Terra –

11-12-13 maggio

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Questa speciale illuminazione è stata curata dalle due light designer Motoko Ishii e Akari-Lisa Ishii, e la serata inaugurale è stata presenziata dal principe e dalla principessa Akishino, in visita in Italia. Il tema di questi “messaggi di luce” è l’amore, rivolto al nostro pianeta e alle persone che lo popolano, sicuramente un bellissimo messaggio. Durante questo spettacolare gioco di luci, diverse immagini si sono alternate sulle pareti dell’Anfiteatro Flavio, il fiume e le carpe che risalgono la corrente, simbolo di tenacia e resistenza, il risveglio della natura tra foglie verdi e crisalidi che si trasformano in farfalle, fino ad arrivare al messaggio finale: Amore, in tutte le lingue del mondo.

Ensemble di musica tradizionale giapponese Sakura Komachi

24 maggio

Sakura Komachi: koto e biwa, immagine tratta da Internet

Sakura Komachi: koto e biwa, immagine tratta da Internet

Per chi non lo conoscesse, il complesso strumentale Sakura Komachi, composto di sole artiste donne, propone un’interessante contaminazione musicale affondando a piene mani nella tradizione, grazie all’uso di strumenti della tradizione classica, quali il Koto, lo Shakuhachi e il Biwa, e strumenti legati alla musica popolare, come il Wadaiko e lo Shinobue.

Il risultato derivante da questa commistione di stili, con una chiara rivisitazione in chiave pop, è molto piacevole da ascoltare, e così è stato il concerto, un bel momento di reale condivisione con il numeroso pubblico romano affluito, in cui si sono alternati brani della tradizione giapponese, come il brano Sakura Sakura, canzone popolare molto amata in Giappone, composto in epoca Edo, con brani più strettamente legati alla tradizione classica, come Nasu no Yoichi, parte dello Heike Monogatari, suonato col biwa; molto bella poi l’esecuzione di Haru no Umi (koto e shakuhachi), un brano composto nel 1929 dal noto compositore Michio Miyagi, fino a giungere ad oggi, con un medley di brani dello Studio Ghibli, con in testa Totoro.

Magnifici gli assoli di wadaiko e koto, sicuramente tra gli strumenti giapponesi che preferisco, verso la fine del concerto, inoltre, c’è stato anche un bel momento che ha visto alcune persone del pubblico cimentarsi nelle percussioni del taiko. Il pubblico si è senz’altro divertito, e anche le spiegazioni sui diversi strumenti e i brani suonati sono state interessanti. Ed ecco le eccezionali artiste che ci hanno accompagnato durante la serata, sono state molto carine anche a fermarsi con il pubblico dopo il concerto:

Koto: Maki Isogai, Yuko Fukuda, Mai Kamiya, Rin Nakashima

Shakuhachi: Syozan Sakurai

Satsuma Biwa: Akiko Sakurai

Shinobue: Ryoko Kagawa

Voce: Hitomi Nakamura

Wadaiko: Fumiko Arai

* Nota sugli strumenti: koto = cetra giapponese; shakuhachi = flauto; biwa = liuto; shinobue = flauto traverso; wadaiko =tamburi giapponesi

Prossimi eventi in programma a Roma da non perdere

Dal 27 maggio al 18 settembre:

Domon Ken. Il maestro del realismo giapponese.

"Bambini che fanno roteare gli ombrelli", 1937 circa, dalla serie "Bambini (Kodomotachi)" Ogōchimura 535 x 748 mm. (Ken Domon Museum of Photography)

“Bambini che fanno roteare gli ombrelli”, 1937 circa, dalla serie “Bambini (Kodomotachi)”
Ogōchimura
(Ken Domon Museum of Photography)

Domon Ken (1909-1990), considerato un maestro assoluto della fotografia giapponese e iniziatore della corrente realistica, segnò un capitolo epocale nella storia della fotografia giapponese del dopoguerra. La mostra monografica, ospitata presso l’Ara Pacis, espone circa 150 fotografie, realizzate tra gli anni Venti e gli anni Settanta del ‘900, che raccontano il percorso di ricerca del maestro verso il realismo sociale. La fotografia realistica, definita “un’istantanea assolutamente non drammatica”, è protagonista della mostra che, attraverso un percorso per tematiche, racconta l’ampio lavoro di Domon Ken: dai primi scatti, prima e durante la seconda guerra mondiale, che mostrano una visione legata al fotogiornalismo e alla fotografia di propaganda, passando dalla fotografia di ambito sociale, la mostra ripercorre la produzione di Domon Ken fino alla sua opera che documenta la tragedia di Hiroshima, alla quale il fotografo si dedicò come rispondendo ad una chiamata e ad un dovere umanitario.

La mostra è curata da Rossella Menegazzo, docente di Storia dell’Arte dell’Asia Orientale all’Università degli Studi di Milano e del Maestro Takeshi Fujimori, direttore artistico del Ken Domon Museum of Photography.

Museo dell’Ara Pacis
Lungotevere in Augusta
Tutti i giorni 9.30-19.30

Biglietto unico integrato Museo Ara Pacis + mostra
– Intero € 13,00 (residenti comune di Roma € 11,00)
– Ridotto € 11,00 (residenti comune di Roma € 9,00)

Dal 3 luglio al 4 settembre

Capolavori della scultura buddhista giapponese

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Altra mostra assolutamente imperdibile nei mesi estivi è questa dedicata alla statuaria buddhista, ospitata presso le Scuderie del Quirinale. Una delle più alte espressioni artistiche della cultura giapponese trova forma nella scultura buddista dei più antichi templi del Giappone. Per la prima volta in Italia verranno ospitati straordinari capolavori della scultura buddista, tesori nazionali provenienti dai principali musei nazionali e templi del Giappone.

Durante l’esposizione sarà possibile ammirare capolavori di scultura buddhista risalenti ai diversi periodi storici. Oltre a sculture in legno, la mostra comprende anche alcuni oggetti di metallo che servono per decorare i templi e vengono utilizzate nelle feste buddiste. Le opere selezionate rappresentano le diverse tipologie dell’arte metallurgica tra il periodo Heian e il periodo Kamakura e sono al tempo stesso una testimonianza della fede buddista e della società che su di essa si basava.

Scuderie del Quirinale
Via XXIV maggio 16
Da domenica a giovedì dalle 10:00 alle 20:00
venerdì e sabato dalle 10:00 alle 22:30

Costo biglietti:
– Intero € 12,00
– Ridotto € 9,50

Tra gli altri eventi per l’estate vi segnalo che anche quest’anno tornerà l’Estate Giapponese nell’ambito della rassegna l’Isola del Cinema, festival cinematografico estivo che si svolge ogni anno presso l’Isola Tiberina (programma non ancora definito), e il super-evento di quest’anno, ovvero il ritorno, dopo circa 20 anni, del teatro Noh in Italia con Sakuramaujin XXI, discendente della famiglia Sakurama, che porterà in scena uno spettacolo inedito, realizzato appositamente per il 150° anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia, e il repertorio classico delle opere Tsuchigumo (Ragno di terra) e Tsubaki (camelia): il 14 settembre a Roma, al Teatro Argentina, e il 16 settembre a Firenze (Teatro della Pergola).

A breve arriveranno anche aggiornamenti sugli eventi nel resto d’Italia!

Allora avete segnato tutto in agenda? 🙂

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6 Commenti

  • Reply
    Ciccola
    maggio 26, 2016 at 16:07

    Mi piace Roma anche per questo, ha sempre una gran varietà di eventi legati al Giappone.

    • Reply
      Daniela
      giugno 1, 2016 at 14:13

      Devo dire che quest’anno c’è un bel calendario di eventi anche qui a Roma, che di solito non ha la varietà di eventi che si trovano invece a Milano. Comunque poi a Torino avete il Mao che è bellissimo! *_* Il museo d’arte orientale di Roma è un po’ piccolino e con poco Giappone!

  • Reply
    Barbara
    giugno 2, 2016 at 10:23

    Ciao Daniela, volevo segnalare due concerti di musica Gagaku presso l’Istituto Giapponese di Cultura, i prossimi 7 e 15 giugno, e poi una conferenza e dei workshop dimostrativi di Ikebana- Sul sito dell’Istituto tutti i dettagli. Le occasioni in cui poter beneficiare della cultura giapponese qui a Roma sono così rare che dobbiamo sostenerci a vicenda per diffondere le notizie…

    • Reply
      Daniela
      giugno 6, 2016 at 08:47

      Grazie mille per le preziose segnalazioni Barbara, ogni iniziativa legata al Giappone merita di essere diffusa! 🙂
      A presto!

  • Reply
    Barbara
    giugno 13, 2016 at 18:35

    Sono andata alla mostra di Domon Ken e la consiglio assolutamente!!! Sconvolgente sapere che esiste in Giappone un intero museo – il primo nel suo genere – interamente dedicato all’opera di questo fotografo e che custodisce circa 70.000 scatti!!! Credo che oltre al valore artistico, adesso queste foto hanno anche un valore storico e sociologico, coprono un arco molto lungo di tempo e spesso documentano più che “iconizzare” un momento.
    Resto in attesa degli altri eventi in programma…
    un caro saluto (mi metto in attesa del prossimo post!!!)

    • Reply
      Daniela
      giugno 15, 2016 at 10:36

      Ciao Barbara, la mostra merita decisamente, sono stata una settimana fa e vorrei tornarci prima che finisca, sicuramente ne parlerò anche sul blog. Sono d’accordo con te, le foto rappresentano una vera testimonianza storica del Giappone, ho amato in particolare gli scatti dedicati ai bambini, un vero reportage sociale.

    Lascia qui un commento :)

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