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Miti dal Giappone: Namazu

Come è tristemente noto, il Giappone è un paese caratterizzato da una forte attività sismica e vulcanica: la storia giapponese è piena di episodi di terremoti catastrofici, a partire dal primo di cui si ha documentazione, nel 599. La popolazione nel corso dei secoli ha dovuto imparare a convivere con terremoti e a tutte le attività prodotte dal suo turbolento sottosuolo. Il motivo è dato dalla posizione geografica dell’arcipelago: si trova infatti in un punto di confine delle maggiori placche tettoniche della Terra.

Bene, questa è la ragione puramente scientifica, ma in Giappone esiste anche un’altra credenza che affonda nella mitologia del paese, e che vede una creatura mitologica vivere al di sotto della crosta del Giappone e che con i suoi colpi di coda è in grado di scatenare i terremoti: stiamo parlando di Namazu , l’enorme pesce gatto che secondo la tradizione sarebbe la causa dei terremoti in Giappone.

namazu

Secondo la leggenda, il pesce gatto gigante viene tenuto sotto controllo dal dio Kashima, divinità del tuono, il cui compito è quello di sorvegliare il pesce generatore di terremoti e tsunami: Namazu vive nel fango, al di sotto della terra, e i suoi movimenti sono limitati da una grossa pietra controllata da Kashima. namazuQuando però la divinità si allontana, il pesce si agita cercando di scappare, e con i suoi movimenti dà vita a terremoti e tsunami.
Nonostante il suo potere distruttivo, questa creatura non viene mai considerata in senso totalmente negativo, e il suo mito si è alimentato soprattutto in seguito al terribile terremoto che colpì Edo, l’antica Tokyo, nel 1855 (conosciuto anche col nome di Grande Terremoto di Ansei, dal nome dell’epoca in cui è avvenuto). All’epoca la spiegazione ufficiale per i terremoti si basava sulla dottrina taoista: si credeva infatti che lo ying e lo yang operassero l’uno contro l’altro per ristabilire l’equilibrio. La credenza si è estesa anche alla figura di Namazu, da quel momento venerato come yonaoshi daimyojin (divintà della riparazione del mondo).Lo stesso fenomeno dei terremoti, infatti, non veniva mai considerato un evento del tutto negativo. Come tutti i fenomeni della natura, anche il terremoto aveva la sua ragion d’essere: il suo compito era appunto quello di “riparare il mondo”, per portarlo verso una maggiore stabilità.

Alcune settimane dopo il terremoto di Edo comparvero più di 400 dipinti raffiguranti Namazu, e chiamati per questo motivo namazu-e. I dipinti mostrano come le conseguenze del terremoto siano state effettivamente interpretate da molti come una “riparazione del mondo”: le immagini  rappresentano contadini, mercanti, artigiani mentre raccolgono o perdono improvvise fortune, si scagliano contro Namazu o lo accolgono in trionfo. L’enorme pesce gatto, rappresentato con sembianze antropomorfe, regna sempre al centro della scena, a volte tenuto sotto controllo dal dio Kashima.

Le vittime del terremoto si scagliano contro namazu, responsabile della distruzione

Le vittime del terremoto si scagliano contro Namazu, responsabile della distruzione

Kashima ferma Namazu con la kaname-ishi, la pietra di volta.

Kashima ferma Namazu con la kaname-ishi, la pietra di volta.

Queste stampe non erano solamente disegni e raffigurazioni del pesce mitologico e delle divinità legate ad esso, ma venivano anche considerate come amuleti per la protezione da terremoti e inondazioni.

Stampa di protezione dai terremoti, da appendere al soffitto affinché protegga dai terremoti. Sono raffigurati diversi namazu che si scusano con il dio Kashima per il terremoto che hanno provocato.

Stampa di protezione dai terremoti, da appendere al soffitto affinché protegga dai terremoti. Sono raffigurati diversi Namazu che si scusano con il dio Kashima per il terremoto che hanno provocato.

Gli artigiani e i piccoli commercianti dalle case distrutte, che hanno perso tutto con il terremoto, pregheranno ovviamente per calmarlo, ma, al contrario, chi ha tratto profitto dal terremoto, carpentieri o venditori di legno, lo pregheranno affinché causi altri disastri, in modo da lucrare ulteriormente sulle disgrazie della povera gente.

Namazu e carpentieri festeggiano nel quartiere dei piaceri Yoshiwara

Namazu e carpentieri festeggiano nel quartiere dei piaceri Yoshiwara

La diffusione di queste stampe, va considerata anche in un’ottica storica: potremmo infatti considerarle come uno specchio di una coscienza sociale e politica della popolazione di Edo, nelle ultime fasi dello shogunato Tokugawa (che cadrà pochi anni dopo, nel 1868, anno in cui inizia l’epoca del cosiddetto rinnovamento Meiji). Spesso, infatti, i disastri naturali diventano una sorta di catalizzatore che porta alla luce problemi, tensioni e contraddizioni, al di sotto della patina di apparente tranquillità sociale. Inoltre per il popolo di Edo il terremoto del 1855 non poteva essere visto solamente come un evento casuale: solo due anni prima, infatti, la popolazione aveva vissuto un altro “terremoto”, quello delle famose “navi nere” del Commodoro Matthew Perry, che imposero l’apertura a suon di minacce al paese, dopo due secoli di sakoku, cioè di isolazionismo. Ecco il motivo per cui quel terremoto veniva visto come yonaoshi, correttore del mondo: ha scosso la società ferma nel suo torpore politico e sociale, permettendo di ristabilire un nuovo equilibrio, quello che appunto porterà alla fase di rinnovamento di epoca Meiji (1868-1912).

Ebisu dorme sulla "pietra di volta" (kanameishi) permettendo a Namazu di distruggere la città

Ebisu dorme sulla “pietra di volta” (kanameishi) permettendo a Namazu di distruggere la città

Ma tornando al mito, cosa ha provocato il terremoto del 1855?

Secondo la leggenda, il Grande Terremoto di Ansei si sarebbe scatenato a causa della negligenza del dio Ebisu: Kashima, infatti, fu costretto ad allontanarsi dalla sua postazione, lasciando il suo posto a Ebisu, divinità dei pescatori, dei lavoratori, e il guardiano della salute dei bimbi, nonché una delle sette divinità della fortuna.

Ebisu, chiamato anche “dio ridente” per via del suo carattere allegro, evidentemente però non era molto affidabile: infatti si addormentò durante il suo “turno di lavoro”, probabilmente per aver bevuto un bicchierino di troppo, proprio sulla roccia che controllava Namazu (kanameishi要石, la pietra di volta), lasciando in questo modo via libera al potere distruttivo del terribile pesce gatto gigante.

Le bellissime stampe che trovate su questo post, e che divennero molto popolari in seguito al terremoto del 1855, sono tratte dal sito Pinktentacle, dove trovate una ricca e interessante carrelata di immagini e commenti: Namazu-e: Earthquake catfish prints.

Alla prossima!

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7 Commenti

  • Reply
    sidilbradipo1
    giugno 13, 2015 at 01:07

    Le antiche leggende giappe sono interessantissime <3
    Ciao
    Sid

    • Reply
      Daniela
      giugno 19, 2015 at 13:41

      Vero, c’è sempre qualcosa di affascinante nei miti del Giappone! 🙂

  • Reply
    Elena
    giugno 16, 2015 at 21:31

    E’ sempre molto affascinante il modo in cui popoli diversi cercano di dare spiegazione a eventi distruttivi, che a lungo si è faticato ad accettare come semplici fenomeni naturali. Conoscevo il mito di Namazu, ma non sapevo avesse fatto scaturire una produzione artistica così varia e interessante. Come sempre articolo ottimo!

    • Reply
      Daniela
      giugno 19, 2015 at 13:44

      Grazie Elena, troppo gentile! 🙂 E’ vero, i miti, le leggende sono sempre interessanti e affascinanti da scoprire, ma la produzione di stampe è davvero stupefacente, e riesce a riflettere bene il clima che ci doveva essere in quel periodo.

  • Reply
    Il mio 2015 | Tradurre il Giappone
    gennaio 19, 2016 at 15:55

    […] E’ di maggio, invece, l’articolo dedicato al tofu, con tre ricettine semplici e veloci da realizzare per gustare al meglio questo alimento, realizzato dalla cagliatura del latte di soia. Il terzo articolo del 2015 più letto è quello dedicato a Namazu, l’enorme pescegatto che secondo la tradizione, sarebbe la causa dei terremoti in Giapp…. […]

  • Reply
    Federico
    settembre 2, 2016 at 21:38

    Nonostante l’articolo risalga al 2015 vorrei comunque lasciare il mio commento.
    Complimenti! Ben scritto e ben approfondito. Molto interessanti le immagini a corredo del testo.
    L’argomento è inoltre molto intrigante, questo tipo di leggende hanno un fascino intramontabile, dovute all’estro e alla fantasia degli artisti e pensatori del periodo Edo!

    • Reply
      Daniela
      settembre 3, 2016 at 07:36

      Ti ringrazio molto Federico, sono felice che l’articolo ti sia piaciuto. Le leggende e il folklore di un popolo sono una delle cose più interessanti, a mio parere, e le stampe riescono a comunicare meglio di 1000 parole le atmosfere e le credenze del passato.
      Grazie per essere passato da queste parti! 🙂

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