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Hanami romano: una passeggiata tra i ciliegi in fiore

in questo mondo
contempliamo i fiori
sotto, l’inferno

Kobayashi Issa (1763-1828)

Venite con me, oggi vi porto a spasso per ammirare i bellissimi ciliegi in fiore al laghetto dell’Eur, Roma.

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Come ormai saprete, la primavera in Giappone vuol dire hanami, che significa letteralmente “osservare i fiori” (da hana 花= fiori e mi 見= guardare): si tratta di un’importante e sentita tradizione le cui origini affondano nell’antichità, volta a celebrare la primavera e la fioritura dei sakura 桜, i fiori di ciliegio. Questa tradizione ormai si è diffusa anche da noi, come posso constatare vedendo il numero di romani intenti a gustare i loro pic-nic all’ombra dei ciliegi in fiore, in una piacevole atmosfera festosa.

La primavera ormai si respira ogni giorno di più, e nonostante il vento di questi ultimi giorni che ci ricorda che l’inverno è passato solo da poco, è impossibile resistere al richiamo delle belle giornate di sole, e quindi detto, fatto: stuoie, macchine fotografiche e bento, tutto è pronto per il nostro hanami.

Voi lo avete preparato il vostro? Nel mio troverete tanti onigiri diversi, li ho preparati ripieni di tonno, salmone e edamame, e sono accompagnati da una piccola scorta di senbei arrivati dritti dritti dal Giappone.

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Il sole ci scalda fin nelle ossa, allontanando finalmente i residui di questo inverno troppo lungo: ci gustiamo in totale relax gli onigiri all’ombra del nostro piccolo sakura che affaccia sul laghetto. Poi, macchine fotografiche al collo e via: è tempo di ammirare il bellissimo miracolo della natura, la strada che si tinge di rosa e i primi petali che volano via, al soffio del vento.

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I giapponesi, che amano catalogare ogni cosa, hanno una scala di riferimento per la fioritura dei ciliegi. Si comincia con la ichibuzaki [一分咲き], fase che coincide con l’inizio della fioritura, quando le prime gemme si schiudono, (ichibu= 1%, zaki viene da saku= fiorire, sbocciare), poi con la gobuzaki [五分咲き] significa che siamo arrivati a metà fioritura fino ad arrivare al mankai [満開], vale a dire la piena fioritura, il momento di massimo splendore dei sakura.

Come forse si vede dalle foto, in questi giorni i ciliegi dell’Eur hanno ormai già superato la fase di piena fioritura: a poco a poco iniziano a sfiorire, i petali sospinti dal vento cadono: la fioritura è breve e precaria, esattamente come la nostra vita, è questo il fascino dei sakura. E a questo punto, i fiori lasciano spazio al fogliame, che man mano aumenterà, fino a sostituire completamente il rosa col verde rigoglioso delle foglie nuove.

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I sakura che si trovano al parco del Lago dell’Eur sono stati donati dalla città di Tokyo, e sono stati piantati in occasione dell’inaugurazione della “Passeggiata del Giappone” nel 1959, in presenza dell’allora primo ministro giapponese Nobusuke Kishi. Sono della varietà chiamata Somei Yoshino, i ciliegi tanto cari alla tradizione giapponese, quelli piccoli a cinque petali dal colore rosa tenue, quasi bianco, non molto diversi dagli ume, i fiori di pruno che fioriscono prima ancora che inizi la primavera, sfidando gli ultimi colpi di coda dell’inverno.

Non ci avevo fatto caso in passato, ma ho notato che ai sakura Yoshino si sono aggiunti diversi alberi della varietà yaezakura, vale a dire i ciliegi a otto petali, che si distinguono dai primi per le dimensioni, e soprattutto per il colore, di un rosa molto più acceso. Questi sono gli ultimi a fiorire: infatti, mentre gli Yoshino iniziano a perdere i loro petali, gli yaezakura stanno finalmente iniziando a sbocciare. Se in settimana vi recate al laghetto, li troverete nel pieno della loro fioritura, in un’esplosione di rosa che rallegra lo sguardo.

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Si tratta di una varietà di ciliegi abbastanza comune a Roma: sono gli stessi che si trovano nel giardino dell’Istituto giapponese e sono quelli che si trovano lungo via Panama, donati ai tempi della seconda guerra mondiale dall’imperatore Hirohito (per questo la strada fu ribattezzata all’epoca via del Giappone). Ma io li ho visti anche in varie strade e parchi della città. Per me ormai sono diventate una specie di “caccia ai sakura di Roma”, le mie passeggiate primaverili per la città.

Notizia di questi giorni, nel corso di una festa dello Hanami che si è tenuta lo scorso 9 aprile, quindici giovani ciliegi della varietà Yoshino sono stati donati dall’azienda farmaceutica Daiichi Sankyo Italia, in ricordo del primo presidente della società e dell’impegno profuso nella tutela dell’ambiente, oltre che come contributo alla riqualificazione della zona del Parco del Lago dell’Eur. I nuovi ciliegi andranno ad aggiungersi ai 150 ciliegi originali della Passeggiata del Giappone, nell’ottica di un “ricambio generazionale” e come simbolo di rinnovata amicizia tra i due paesi.

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Notizie utili:

Potete ammirare i bellissimi ciliegi in fiore nel quartiere Eur, lungo la strada chiamata Passeggiata del Giappone che costeggia il laghetto. La fermata metro più vicina è EUR Palasport, della linea B. Il periodo di fioritura solitamente è tra la fine di marzo e gli inizi di aprile.

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3 Commenti

  • Reply
    sidilbradipo1
    aprile 13, 2015 at 17:30

    Fantastico! Sakura, foto e atmosfera meravigliosi <3
    E sono contentissima che almeno lì a Roma ci sia una così suggestiva passeggiata nel verde 😀
    Noi qui, per il momento, abbiamo i cantieri a fogna aperta…
    Ciao
    Sid

    • Reply
      Daniela
      aprile 15, 2015 at 15:22

      Ti ringrazio! 🙂 Sì il laghetto dell’Eur è un posto molto piacevole e in questa stagione dà sicuramente il suo meglio, se capiti a Roma in primavera ti consiglio di farci un salto!
      Ma sono sicura che anche da te ci saranno bellissimi posti nel verde, anche senza ciliegi!
      A presto!

  • Reply
    Il mio 2015 | Tradurre il Giappone
    gennaio 3, 2016 at 10:53

    […] L’inverno è trascorso abbastanza velocemente, tra letture di viaggio  e ricordi dell’11 marzo in Giappone, per poi arrivare finalmente in primavera, stagione di rinascita e di nuovi inizi, in Giappone. Ricordate? Vi ho portato in giro tra i ciliegi in fiore, godendo un po’ dello Hanami romano. […]

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