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11 marzo

Quattro anni fa il terribile terremoto che sconvolse la regione del Tōhoku, terra e mare in rivolta, la devastazione della natura, e poi il disastro nucleare della centrale di Fukushima che ha provocato danni forse meno evidenti, ma più insidiosi. Penso che ricorderemo tutti le immagini di distruzione di quel giorno, la disperazione di chi in un attimo aveva perso tutto, vita, ricordi, affetti. Sono passati quattro anni da allora, e le popolazioni colpite hanno lottato per ritirarsi su e ricominciare tutto da capo. Cadere, e poi rialzarsi: la resistenza e stoicità del popolo giapponese, sì, ma dell’essere umano prima di tutto, di chi nonostante tutto continua a lottare e a vivere.

terremoto

Ripenso anche a quante cose nella mia vita in questi quattro anni sono cambiate, non ricordo esattamente dov’ero e cosa facevo quell’11 marzo, so che non ero in Giappone, ma ricordo che per prima cosa ho sentito amici e professori che erano a Tokyo, ascoltare le loro parole, percepire a distanza la paura provata in quei momenti.

Oggi all’Istituto giapponese si ricorda la tragedia di allora con una bellissima esposizione dedicata agli Okiagari-koboshi 起き上がり小法師, i “piccoli monaci sempre in piedi”, esempio di artigianato tradizionale giapponese proveniente proprio da quelle zone, dalla regione di Aizu, nella prefettura di Fukushima. Le piccole statuine che se spinte, continuano a rialzarsi e a tornare alla loro posizione: proprio per questo motivo sono divenute emblema di speranza per la gente del Tohoku, e della loro capacità di resistere alle avversità.

I piccoli monaci sempre-in-piedi in esposizione (circa 150 pezzi) saranno decorati da personaggi noti del Giappone e  da varie personalità di Italia, Francia, Spagna e altri paesi. La mostra inaugura questa sera alle 18.30 e sarà visitabile fino al 24 aprile. Di seguito i dettagli:

11 marzo – 24 aprile 2015
OKIAGARIKOBOSHI
PICCOLI MONACI SEMPRE-IN-PIEDI
disegna la speranza/l’Italia per il Tohoku

© Istituto giapponese di cultura

© Istituto giapponese di cultura

Orari :
lunedi-venerdi 9.00-12.30/13.30-18.30
mercoledi fino alle 17.30
sabato 9.30-13.00

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3 Commenti

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    Reply
    sidilbradipo1
    Marzo 11, 2015 at 16:49

    Ciao Daniela!
    Che meraviglia <3
    Peccato essere così lontano e non poter visitare questa mostra. Ho ancora negli occhi le terrificanti immagini dello tsunami, delle gigantesche onde devastatrici mostrate dalla televisione. Il popolo giapponese è stoico, guerriero nel profondo dell'anima 🙂
    Ciao
    Sid

    • Avatar
      Reply
      Daniela
      Marzo 18, 2015 at 08:51

      Vero quello che dici, e queste bamboline, oltre che essere molto carine, hanno un significato di fondo che apprezzo particolarmente. Spero ti capiti di venire a Roma e passare a visitare la mostra! 🙂

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    Il mio 2015 | Tradurre il Giappone
    Dicembre 30, 2015 at 15:40

    […] è trascorso abbastanza velocemente, tra letture di viaggio  e ricordi dell’11 marzo in Giappone, per poi arrivare finalmente in primavera, stagione di rinascita e di nuovi inizi, in Giappone. […]

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