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Oshōgatsu – Capodanno in Giappone

Benritrovati a tutti quanti.

Anche quest’anno è ormai agli sgoccioli, e in Giappone ci si comincia a preparare per i festeggiamenti di Capodanno, cioè Oshōgatsu お正月, sicuramente la principale festa giapponese. I riti del Capodanno tradizionale giapponese sono scaglionati su un periodo lungo circa quattro settimane, e costituiscono sicuramente l’insieme rituale più articolato e lungo dell’anno. Secondo la tradizione, i preparativi cominciavano a partire dal 13 del dodicesimo mese, per concludersi il 15 gennaio, giorno in cui si festeggia l’antico capodanno del calendario agricolo, chiamato koshōgatsu 小正月, il piccolo capodanno.

Attualmente, l’Oshōgatsu si festeggia il primo di gennaio, ma sono festivi anche i giorni 29-30-31 dicembre, che servono per prepararsi ad accogliere il nuovo anno, e i primi 3 giorni di gennaio, chiamati Shōgatsu sanganichi 正月三が日.
Tutto questo periodo di festa viene chiamato nenmatsu nenshi, 年末年始 letteralmente “fine anno – inizio anno”.

I PREPARATIVI

Vediamo ora come si trascorre il nenmatsu 年末, cioè la fine dell’anno.

Kadomatsu

Kadomatsu

Ci si prepara per accogliere nella maniera migliore il nuovo anno, pertanto gli ultimi 3 giorni dell’anno solitamente sono dedicati all’ Ooshōji 大掃除, letteralmente “le grandi pulizie”, ci si dedica quindi a una pulizia generale e completa della casa: ovviamente il concetto alla base di queste faccende è il cominciare un nuovo anno senza portarsi dietro “lo sporco” di quello appena passato. Inoltre, è bene che la casa sia pulita per accogliere al meglio il toshigami 年神, cioè la divinità dell’anno.

Tra gli altri preparativi, ci sono anche le “decorazioni” del nuovo anno, chiamate shimekazari 標飾り, decorazioni in corda di paglia che vengono poste sulla porta di casa ad indicare che ora la casa è purificata e pronta a dare il benvenuto alla divinità. Altri addobbi tradizionali sono il kadomatsu, 門松, cioè “il pino di ingresso”, una composizione di rami di pino e tronchi di bambù che viene posta a coppie davanti alla porta di casa, per accogliere il toshigami. Solitamente vengono messi dopo Natale fino al 7 gennaio e sono considerati alloggi temporanei per il kami. Il kadomatsu in genere è costituito da rami di pino, bambù e, talvolta, rametti di ume,i fiori di pruno, i primi a schiudersi quando la neve dell’inverno ancora non si è sciolta, a significare il rinnovamento. Il pino è un sempreverde e simbolizza la continuità del tempo attraverso i cambiamenti dell’anno, e la fedeltà delle vecchie coppie che restano sempre unite, mentre il bambù si spinge sempre dritto verso il cielo, nonostante i suoi nodi, che rappresentano le difficoltà della vita.

Kadomatsu

Kadomatsu

Shimekazari

Shimekazari

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Inoltre, al toshigami viene solitamente consacrato l’altare chiamato toshidana (altare dell’anno) e vengono offerti gli okagami mochi お鏡餅,(mochi a forma di specchio) i dolci di riso glutinoso che vengono collocati sull’altare uno sopra l’altro e vengono ricoperti con frutta secca e con un tipo di arancia piccola e amare chiamata daidai 橙, considerata di buon auspicio. (Daidai, infatti, scritto anche 代々, vuol dire generazione dopo generazione, quindi con un significato positivo di longevità).

Okagami mochi

Okagami mochi

Quali sono gli altri preparativi di fine anno?

Si finiscono di scrivere i nengajō 年賀状, cioè le cartoline dell’anno nuovo, usate per scambiarsi gli auguri, che però non vanno spedite a dicembre. Tuttavia esistono delle particolari cassette della posta specifiche per i nengajou, cosicché le persone possano imbucare le loro cartoline prima dell’inizio dell’anno nuovo. L’ufficio postale, poi, provvederà a consegnarle a partire dal 1 gennaio. Le cartoline possono essere acquistate prestampate, con illustrato il segno dello zodiaco cinese dell’anno, oppure ci sono quelle stampate dalla Posta che sono biance e a cui viene assegnato un numero della lotteria, la cui estrazione si verifica il 15 di gennaio, che vengono chiamate Otoshidama nengajō お年玉年賀状. Alla lotteria non si vincono soldi, ma diversi premi.
Nota: se si è in lutto per la perdita di qualche parente, non si dovrebbero mandare i nengajō, ma si manda, di solito a novembre, un mochū hagaki 喪中葉書, per informare le persone che si è in lutto. E ovviamente, se si riceve questa cartolina da qualcuno, si evita di inviare un nengajō a quella persona.

A fine anno, secondo la tradizione, andrebbero anche preparate anche le pietanze per il Capodanno, cioè l’osechi ryōri お節料理. Questo perché si ritiene che porti sfortuna cucinare durante lo shōgatsu sanganichi, quindi si cucina l’ultimo dell’anno per i giorni successivi, anche se ormai le persone tendono a comprare piatti osechi già pronti.

I FESTEGGIAMENTI E I PIATTI TRADIZIONALI

Il 31 dicembre è chiamato Ōmisoka 大晦日 (ultimo giorno dell’anno). Quali sono le tradizioni di fine e inizio anno?

Toshikoshi soba

Toshikoshi soba

Se si vuole “superare l’anno”, toshi wo kosu 年を越す, bisogna mangiare i toshikoshi soba 年越し蕎麦, i soba dell’anno nuovo, che vanno mangiati prima dell’1 gennaio. Poco prima di mezzanotte ci si reca al tempio per il rituale del joya no kane 除夜の鐘, la campana di fine anno, che viene fatta suonare 108 volte, tante quanti i peccati dell’uomo e ogni rintocco viene eseguito solo quando il riverbero del precedente si è esaurito, in maniera che l’ultimo risulti a mezzanotte esatta. Attraverso i 108 rintocchi delle campane ci liberiamo dai nostri 108 bonnou 煩悩, desideri terreni, all’origine della sofferenza umana. Una volta entrati nel nuovo anno, si può fare la prima visita al tempio buddhista o shintoista, secondo la tradizione dello hatsumōde 初詣. Recandosi in un tempio shintoista, è tradizione comprare lo hamaya 破魔矢, cioè una freccia per scacciare tutti i mali dalla casa, che va appesa per tutto l’anno nell’angolo nord-est della casa, quello ritenuto più propenso a intrusioni maligne.

joya no kane

Il primo giorno dell’anno si mangiano i piatti tradizionali del Capodanno, chiamati Osechi ryōri (お節料理), una selezione di cibi tipici giapponesi che vengono serviti su un particolare contenitore laccato chiamato jūbako 重箱. Inoltre si beve, in coppe speciali, un particolare tipo di sake speziato chiamato Toso, in origine una sorta di elisir che si riteneva in grado di guarire ogni malattia. Inoltre, tutti gli alimenti che compongono lo osechi sono di buon auspicio, e hanno un sigifnicato di prosperità e longevità:  il gambero (海老 ebi) e l’alga konbu, simbolo di ricchezza e prosperità, l’orata (鯛 tai) è di buon auspicio, le uova di aringa (数の子 kazunoko) sono simbolo di fertilità; i fagioli neri di soia (黒豆 kuromame), simbolo di salute e propiziatori per il lavoro, il daikon (大 根 rafano bianco), emblema di longevità, le castagne cotte con zucchero (栗きんとん kurikinton), simbolo di successo e prosperità, radice di loto (蓮根 renkon). Infine, si mangia lo ozōni (お雑煮, letteralmente bollire diverse cose), una zuppa di mochi e altri ingredienti che variano a seconda della regione nella quale viene preparato. Si utilizzano i mochi, i dolci di riso glutinoso, proprio perché tradizionalmente si ritiene che nutrirsi col riso conferisce agli uomini l’energia vitale necessaria per il proseguimento della vita. E’ abbastanza evidente quanto i riti e i festeggiamenti del capodanno siano legati a una società fortemente agricola, qual era quella giapponese. Tra lo Shōgatsu o il koshōgatsu, è collocata un’altra festa, il settimo giorno di gennaio, il jinjitsu (人日), in occasione della quale si consuma una zuppa di riso condita con sette erbe diverse (七草粥 nanakusa-gayu), considerata di buon auspicio.

Ozoni

Ozoni

Osechi Ryori

Osechi Ryori

 

 

 

 

 

 

 

TANTI AUGURI DI BUON ANNO NUOVO

Felice anno nuovo a tutti! Diciamo in italiano, ma in giapponese? Esistono due modi diversi di augurare un buon anno nuovo, prima di gennaio in giapponese di dice:

よいお年をお迎え下さい。

[Yoi otoshi wo omukae kudasai]

Passa un buon anno (nuovo), di solito ridotto al solo Yoi otoshi wo! Di solito questa frase viene utilizzata solo a dicembre, quando ci si congeda da qualcuno che pensiamo di non vedere più fino all’anno nuovo, di solito tra la metà e la fine del mese.

Questa formula quindi non va usata una volta che l’anno nuovo è iniziato, in quanto si dice:

 (新年)明けましておめでとうございます。

[(Shinnen) akemashite omedetou gozaimasu]

Buon anno nuovo!

Spero di non aver dimenticato nulla, a questo punto non mi resta che ringraziare tutti voi per il vostro sostegno e per avermi seguito quest’anno e vi auguro un felice anno nuovo! Un saluto e ci leggiamo l’anno prossimo! 🙂

よいお年を!

 

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4 Commenti

  • Reply
    ciccola
    dicembre 28, 2013 at 16:46

    Buon 2014 anche a te!
    Imparo sempre un sacco di cose grazie al tuo blog 🙂

    • Reply
      Daniela
      dicembre 30, 2013 at 14:38

      Grazie!! 🙂
      Ti auguro un felicissimo 2014, pieno di altri viaggi bellissimi! ^^

  • Reply
    Il capodanno del giorno 7 in Giappone | Tradurre il Giappone
    gennaio 7, 2016 at 08:46

    […] anche oggi è in Giappone è un giorno molto importante. Se ricordate il mio articolo su Oshōgatsu, le festività di Capodanno sono le più importanti e le più sentite del paese, e costituiscono […]

  • Reply
    Festività giapponesi | Tradurre il Giappone
    maggio 11, 2017 at 15:06

    […] Oshogatsu お正月 (Capodanno): 1 gennaio Si tratta della più importante festività giapponese, di solito si festeggiano gli ultimi 3 giorni di dicembre e i primi 3 di gennaio. […]

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