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Cultura giapponese a Roma: l’Istituto Giapponese di Cultura

Oggi voglio raccontarvi uno dei luoghi della cultura giapponese a Roma: un luogo forse poco conosciuto, in cui è possibile ritrovare un po’ di Giappone.

L’Istituto Giapponese di Cultura in Roma (www.jfroma.it) è un’importante istituzione culturale romana, che sorge nella zona conosciuta come la Valle delle Accademie, a Valle Giulia, nel luogo in cui si svolse l’Esposizione Universale del 1911 (il Padiglione del Giappone sorgeva proprio vicino a dove è situato ora l’Istituto, in pratica dove si trova la facoltà di Architettura della Sapienza). Leggi anche qui.

Centro culturale dove si tengono mostre, conferenze, rassegne di cinema, con annessa una fornita biblioteca (una delle più importanti sugli studi giapponesi in Italia), un giardino in stile tradizionale e la possibilità di studiare la lingua giapponese su più livelli.


La Storia dell’Istituto Giapponese di Cultura

L’iniziativa dell’edificazione di un Istituto di cultura da parte del governo giapponese risale ad alcuni anni prima della guerra, ma solo nel 1954 fu concluso l’Accordo Culturale tra Italia e Giappone che vide tutti gli ambasciatori, avvicendatisi nella carica, adoperarsi per realizzare la costruzione dell’Istituto.
Nel gennaio del 1961 si poteva dare inizio ai lavori ed il 12 dicembre 1962, a quasi trent’anni di distanza dall’intendimento iniziale, veniva ufficialmente inaugurato l’Istituto Giapponese di Cultura, primo del genere all’estero.

L’Istituto, allora, era gestito dalla Società per la Promozione delle Relazioni Culturali Internazionali (Kokusai Bunka Shinkōkai), ente privato sovvenzionato dal Ministero degli Affari Esteri, ma mancava un’organizzazione a carattere nazionale, finalmente indipendente, che si occupasse di queste attività e le coordinasse.

Il Ministero degli Affari Esteri si assunse così il compito dei preliminari per l’istituzione di tale fondazione e, il 2 ottobre 1972, fu inaugurata The Japan Foundation (Kokusai Kōryū Kikin).

La Japan Foundation, da cui dipende a tutt’oggi l’Istituto, da ottobre 2003 è un ente ad amministrazione indipendente con una ventina di sedi estere.


L’architettura dell’Istituto Giapponese di Cultura

Le principali caratteristiche architettoniche dell’Istituto Giapponese di Roma sono l’espressione moderna dello stile Heian (IX-XII sec.).

Il materiale da costruzione usato dai giapponesi sin dai primi tempi è principalmente il legno, e il progettista, l’architetto Yoshida Isoya (1894-1975), pur servendosi del cemento armato, si è avvalso di tutte le caratteristiche dell’originale edificio di legno del periodo Heian: i pilastri sporgenti dalle pareti esterne, la lunga gronda, il contrasto dei colori fra il bruno scuro dei pilastri ed il bianco della parete, le finestre a grate che mille anni fa si chiamavano shitomi, il peristilio ai lati esterni, la scalinata d’ingresso, ecc.

Le rifiniture interne sono state eseguite con materiali provenienti dal Giappone, di cui alcuni prefabbricati. Abbondano le superfici di legno, i rivestimenti parietali di stoffa, superfici in oro, tendaggi e, soprattutto, i caratteristici shôji, porte scorrevoli di carta giapponese.

Nel giardino compaiono tutti gli elementi essenziali e tradizionali del giardino giapponese sen-en (giardino con laghetto).

Il giardino dell’Istituto Giapponese di Cultura

Il giardino è stato realizzato, su terreno in concessione dal Comune di Roma secondo accordi diplomatici, dal noto architetto Ken Nakajima, responsabile anche del progetto per l’area giapponese presso l’Orto Botanico di Roma.

Nel giardino, il primo realizzato in Italia da un paesaggista giapponese, compaiono tutti gli elementi essenziali e tradizionali del giardino di stile sen’en (giardino con laghetto), che ha raggiunto l’attuale splendore perfezionandosi attraverso i periodi Heian, Muromachi (XIV-XVI sec.) e Momoyama (fine XVI sec.): il laghetto, la cascata, le rocce, le piccole isole, il ponticello e la lampada di pietra, tôrô.

La veranda, tsuridono, che si protrae sul laghetto è uno dei migliori punti per godere la vista del giardino. Tra le piante presenti si trovano il ciliegio, il glicine, gli iris e i pini nani. Le pietre che formano la cascata provengono dalla campagna toscana.


La Biblioteca dell’Istituto Giapponese di Cultura

La biblioteca dell’Istituto Giapponese di Cultura ospita circa 35.000 volumi relativi al Giappone nei campi delle scienze umanistiche e sociali scritti in giapponese, inglese, italiano e francese. Si trovano inoltre testi per l’apprendimento della lingua giapponese, opere di consultazione, opere generali, dizionari, annuari, guide di viaggio.

È attivo un servizio di consulenza e bibliografia per tesi di laurea. Si può effettuare una ricerca dei volumi presenti tramite l’OPAC.

Iscrizioni:

L’accesso e la consultazione del materiale sono consentiti a tutti. Per coloro che hanno compiuto i 15 anni e che prevedono di rimanere in Italia per più di tre mesi è possibile iscriversi alla biblioteca e prendere il materiale della stessa in prestito. Per l’iscrizione sono necessari un documento, Euro 16 di deposito cauzionale e di Euro 10 di quota annuale.

Prestito:

Gli iscritti possono prendere in prestito 4 libri più 4 audiocassette/CD per un periodo massimo di 20 giorni. Se i volumi non sono stati prenotati, telefonando entro la data di scadenza è possibile prorogare il periodo di altri 20 giorni.

 

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