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In Lingua e traduzione

Studiare il giapponese in Italia – Seconda parte

Continuiamo con la carrellata di corsi di laurea e facoltà in giro per l’Italia dove i futuri nippo-maniaci (o nippo-depressi, a seconda dei casi) potranno arrovellare le loro giovani menti nello studio del giapponese.

Per un rapido elenco delle università in cui viene insegnato il giapponese consiglio di consultare il sito della Aistugia, Associazione degli Studi giapponesi in Italia, non è molto aggiornato come elenco, ma può essere un punto di partenza.

 

Università degli Studi di Firenze, Firenze, almeno negli ultimi anni, non è particolarmente rinomata per il giapponese, ma merita una menzione d’onore perché è stata prima la città a inaugurare gli studi giapponesi in Italia. Infatti già nel 1863 Antelmo Severini, dopo aver studiato a Parigi con Léon de Rosny, diviene docente di Lingue dell’Estremo Oriente, quindi cinese e giapponese. Altra figura centrale per lo sviluppo degli studi orientalistici e giapponesi è de Gubernatis, il quale fa sì che nel 1878 Firenze ospiti il IV Congresso degli Orientalisti. Nel 1883 Carlo Puini, allievo di Severini, assume l’incarico di Storia e geografia dell’Asia orientale e nel 1887 viene fondata una scuola di lingue orientali alla Facoltà di Lettere e Filosofia, dove viene insegnato anche il giapponese. L’insegnamento di Storia e geografia dell’Asia orientale passa nel 1902 a Vacca, poi quando egli si trasferirà a Roma nel 1910, l’insegnamento del giapponese verrà interrotto. L’attività didattica sarà ripresa solo nel 1972, quando Fosco Maraini, dopo essere rientrato dal Giappone, diverrà docente di lingua giapponese presso la Facoltà di Magistero.
Oggi è possibile studiare il giapponese presso la Facoltà di Lettere e Filosofia nel corso di laurea di Lingue, letterature e studi interculturali. Purtroppo su Firenze non ho abbastanza informazioni, non ho sentito parlare troppo bene della Facoltà di Lettere e del corso di laurea in lingue, ma non ho informazioni di prima mano. Se qualcuno passa di qui e ha voglia di contribuire è il benvenuto!

Alma mater studiorium, Università di Bologna, l’Università di Bologna è piuttosto rinomata per le lingue straniere e già da qualche anno sono attivi, direi con buoni risultati, i corsi di lingua giapponese. E’ quindi possibile studiare giapponese presso la Facoltà di lingue e letterature straniere, nel corso di laurea di Lingue, mercati e culture dell’Asia. A Bologna insegna Paola Scrolavezza, una docente molto preparata che insegna anche a Venezia, questa è la sua pagina personale.
Un aspetto sicuramente positivo di Bologna è il fatto che si tratta dell’unico ateneo in Italia in cui è attivo il programma Overseas, che è come un erasmus che però riguarda i paesi extra-europei e per il Giappone. Per maggiori informazioni, rimando alla pagina dell’Overseas. Sempre per Bologna, segnalo la possibilità di studiare il giapponese come III lingua presso la sede della SSLMIT di Forlì, una delle migliori scuole per interpreti e traduttori d’Italia.

Università degli Studi di Torino, a Torino è possibile studiare il giapponese presso la Facoltà di Lingue e Letterature straniere e l’insegnamento è attivo per diversi corsi di laurea: Scienze della mediazione linguistica, Lingue e letterature moderne, Lingue e letterature afro-asiatiche. Qui insegna Emanuele Ciccarella, un importante studioso e traduttore italiano, che si è dedicato molto a Yukio Mishima. Anche in questo caso non ho informazioni di prima mano, su internet ho letto pareri piuttosto positivi, ma anche qui, se qualcuno passa e ha voglia di contribuire è sempre il benvenuto!

Continuo con un breve elenco di altri sedi universitarie in cui è possibile studiare il giapponese:
Università degli studi di Milano: corso di laurea in Mediazione linguistica e culturale, interfacoltà tra Scienze Politiche e Lettere e Filosofia. Docente di riferimento: Simone dalla Chiesa.

Università degli studi di Bergamo: corso di laurea in Lingue e letterature straniere moderne, curriculum Lingue e culture orientali, presso la Facoltà di Lingue e letterature straniere

Università del Salento: corso di laurea in Scienza e Tecnica della mediazione linguistica, presso la
Facoltà di Lingue e Letterature straniere. Docente di riferimento: Maria Chiara Migliore, che fa parte del consiglio direttivo dell’European Association for Japanese Studies (EAJS) e del consiglio direttivo dell’Associazione Italiana per gli Studi giapponesi (AISTUGIA).

Università degli studi di Catania: corso di laurea in Lingue e culture orientali presso la Facoltà di Lingue e letterature straniere. Qui invece c’è la pagina relativa agli Studi dell’Asia orientale.

Queste sono a grandi linee le città in cui è possibile studiare la lingua giapponese. Purtroppo il livello dell’insegnamento delle lingue in Italia non è mai troppo alto, e lo stesso vale, a maggior ragione, per le lingue orientali. In linea di massima, consiglierei sempre di studiare il giapponese a Venezia, Napoli o Roma (direi in questo ordine, forse Napoli e Roma sono più o meno interscambiabili), non solo per una questione di “maggior prestigio” degli atenei nel settore orientale, ma anche per il maggior numero di docenti di fama che vi insegnano. Senza contare il fatto che di solito in queste università sono garantiti tutti gli insegnamenti “altri” rispetto alla lingua, quindi letteratura, storia, storia dell’arte, filologia, religioni, insegnamenti che non sempre sono presenti nelle altre facoltà in Italia. Di contro, l’aspetto positivo di questi corsi di laurea “meno gettonati” è appunto il loro essere relativamente meno frequentati, almeno rispetto ai grandi numeri di Venezia, Napoli e Roma. Inoltre sono anche delle valide alternative per chi non intende specializzarsi esclusivamente negli studi orientali “puri”, come nel mio caso, e dedicarsi anche ad altre materie o ad altre lingue.

 

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